Chiesa di Santa Maria de Itri

C’è un tesoro a Nociglia, nascosto agli occhi di chi guarda con troppa fretta, per trovarlo basta seguire una mappa antica: la via dei pellegrini lungo i percorsi leucanei.

Chiesa di Santa Maria de Itri

Scheda di dettaglio

La chiesetta di Santa Maria de Itri sorge appena fuori il centro antico di Nociglia, oggi pieno centro abitato. Si accede da via Vittorio Emanuele, asse viario che conduce verso la periferia nord del paese per poi confluire lungo l’arteria di collegamento con il Capo di Leuca.

Per la sua posizione, con molta probabilità pur in assenza di prove documentarie, è stata nei secoli una naturale tappa di passaggio di pellegrini che si muovevano verso l’antichissimo santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, soprattutto in epoca tardo medievale, lasciando tracce nella storia e nella cultura di questa parte di Puglia. Viaggiatori solitari che, percorrendo questi cammini lenti, ricercavano la redenzione, come testimonierebbero alcune iscrizioni lasciate sui muri ed ancora leggibili.

L’intitolazione della chiesa alla Madonna dell’Itri è riconducibile al culto bizantino della Madonna Odigitria, termine di derivazione greca traducibile in “colei che conduce, mostrando la via” e che nei secoli, pur all’interno della stessa area geografica, si è diffuso come Idria, Itria o Itri, subendo varie metamorfosi linguistico – semantiche per semplificazione di pronuncia.

La fondazione di questo piccolo edificio risale intorno alla seconda metà dell’XI secolo, negli ultimi anni della dominazione bizantina. La datazione è avvenuta sulla base dell’analisi dei dipinti murali, relativi al primo strato di affreschi, della stessa struttura muraria e della sua configurazione architettonica, che tuttavia ha subito nel corso dei secoli alcuni mutamenti morfologici.

Interventi di restauro si sono susseguiti nel corso dei secoli fino all’importante intervento del 1982 che ha consentito il recupero degli affreschi e delle sculture.

Oggi l’accesso a questo scrigno ricolmo di gioielli non è diretto, ma avviene transitando attraverso un altro edificio: una chiesetta di gusto ottocentesco, sebbene ultimata nel 1921. Un passaggio che sembra quasi voler creare un ulteriore momento di attesa al fine di preparare lo sguardo alla meraviglia.

 

LA CHIESA NOVECENTESCA (1921)

Il nuovo edificio è costituito da un’aula unica con volta a botte, una geometria semplice con una facciata di vaga intonazione neoromanica, che risente degli echi stilistici che avevano ispirato Filippo Bacile di Castiglione nel rifacimento della Chiesa Matrice, e sembra volersi sottrarre agli sguardi di chi transita. Al suo interno un solo altare in pietra leccese, mentre una bifora sulla facciata d’ingresso ed un rosone sulla parete absidale lasciano penetrare dall’alto una luce che invade il candido ambiente. L’abside della nuova chiesa si accosta, con l’intento di fondersi, alla facciata della chiesa antica, cancellandone di fatto la visione e creando un unico complesso architettonico. Le due chiese comunicano attraverso un cancelletto in ferro battuto ed è esattamente in questo punto che si rivela agli occhi del visitatore il tesoro artistico.

 

GLI AFFRESCHI (XI – XVIII secolo)

La ricchissima decorazione pittorica che si snoda lungo le pareti, per chi entra per la prima volta in questo piccolo complesso ecclesiastico, potrebbe sembrare un sistema unitario, seppur lacunoso, frutto di una sola mano e di un solo momento.

Solo al visitatore che saprà concedersi il giusto tempo e la dovuta attenzione si rivelerà la sua reale natura: una stratificazione di affreschi in cui è possibile distinguere, in sovrapposizione, ben sei fasi decorative che riconducono a diverse epoche storiche e relativi cambi di gusto, linguaggi iconografici eterogenei che abbracciano numerosi secoli (dall’XI al XVIII). Un viaggio estetico attraverso sette secoli di arte pittorica (dal Medioevo all’età Moderna).

Madonna con Bambino, dettaglio - parete settentrionale (seconda fase - XV secolo)  Sant'Anna e B.V. Maria con Gesù - parete meridionale (quinta fase - XVII secolo)

 

 

SANTA CESAREA

Santa Cesarea - parete meridionale (seconda fase - XV secolo)Alla seconda fase decorativa, la stagione quattrocentesca, appartiene la figura di una santa di straordinario interesse; la figura, nella postura e nel taglio degli occhi, rimanda a tratti espressivi di cultura gotico cortese. Molte interpretazioni sono state fatte in merito alla sua identità: analizzando alcuni dettagli delle vesti si è rilevata un’affinità con l’iconografia spesso utilizzata per rappresentare Sant’Orsola, mentre il turbante bianco era un tratto distintivo nella rappresentazione delle Sante Agata, Barbara, Lucia e Orsola, altri studiosi l’hanno identificata con Santa Teresa, infine l’interpretazione che ne dà lo storico dell’arte Sergio Ortese attraverso la lettura dell’iscrizione in latino visibile al fianco della figura - (CA)ESAR(IA) - che consente di identificarvi la Santa Cesarea salentina, la stessa cui è intitolata la località costiera a sud di Otranto.

A supportare questa tesi interpretativa un altro elemento: la figura è rappresentata con il modellino di una grotta, un trullo, nella mano destra e proprio dalla biografia si apprende che la Santa, per sfuggire alle attenzioni insane del padre, si rifugiò in una grotta della marina di Castro dove visse da eremita. Il culto di Santa Cesarea, in antichità, era molto più diffuso, non è difficile immaginare pertanto che la sua rappresentazione possa ritrovarsi anche in altri paesi della penisola salentina.

 

ELEMENTI SCULTOREI LAPIDEI ED OSSARIO

Parete orientale con altare All’interno della chiesa antica, oltre agli affreschi, grande attenzione meritano gli elementi scultorei lapidei.

Un altare barocco, con splendidi elementi policromi, contempla tre statue in pietra leccese: una Madonna Immacolata tra le Sante Barbara e Marina. L’altare, che oggi si trova in posizione leggermente avanzata rispetto alla parete absidale, precedentemente era addossato alla parete medesima. Ai piedi dell’altare, sui due lati, sono sistemate le statue dei Santi Pietro e Paolo.

Un altro elemento di notevole interesse è un'acquasantiera in pietra leccese, sistemata sulla parete di accesso, che probabilmente ricopriva la funzione di fonte battesimale e la cui forma si rifà a quella di un calice medievale.

Infine, una grata sul pavimento collega la chiesa ad una piccola cripta, rettangolare, accessibile mediante una scala in pietra: un antico ossario ipogeo che per secoli è stato luogo di sepoltura.

 

🎥 Chiesa di Santa Maria de Itri - documentario a cura dei volontari del Servizio Civile Nazionale, progetto "Agorà nell'Agorà" 2018

📍 CARTapulia - Carta dei Beni Culturali Pugliesi | Chiesa di San Nicola o Santa Maria de Itri  

❤️ FAI I luoghi del cuore | Chiesa Madonna dell'Itri, Nociglia LE

 

 

Bibliografia: 

S.ORTESE, Nociglia. Chiesa di Santa Maria de Itri - Un palinsesto pittorico sulle rotte Leucane, Copertino 2011

 


Contatti e recapiti

  • Indirizzo: Nociglia (LE) - via Vittorio Emanuele

Galleria immagini

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Parole chiave: Arte e Cultura
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